Transcript [00:01] [applauso] [00:01] [tifo] [00:05] Grazie. Seguirò quindi il buon consiglio [00:08] del giovane studente qui presente che ha [00:10] detto che qui si discute la mozione e [00:13] soltanto la mozione. Non si inventano [00:16] nuove mozioni e in sostanza bisogna [00:19] semplicemente dimostrare il contrario ed [00:22] è esattamente ciò che farò. Niente urla, [00:25] solo fatti. Israele ha voluto la pace. [00:28] davvero ripetutamente. Eppure, dal [00:31] momento in cui le Nazioni Unite votarono [00:33] a favore del piano di partizione nel [00:36] 1947, [00:38] siamo sotto attacco, gli arabi [00:40] minacciarono di usare la forza per [00:43] impedire la creazione di uno stato [00:45] ebraico in qualsiasi parte della nostra [00:47] patria e misero in pratica quella [00:50] minaccia. E che cosa prevedeva in realtà [00:53] il piano di partizione? Era forse una [00:56] grave ingiustizia nei confronti degli [00:58] arabi? No, la maggior parte delle terre [01:02] fertili sarebbe andata a quello che [01:05] sarebbe diventato uno stato arabo [01:07] palestinese, mentre lo stato ebraico [01:10] sarebbe stato confinato in tre lembi di [01:13] territorio appena contigui, perlopiù [01:17] aridi e non coltivabili. Eppure gli [01:20] ebrei dissero sì, gli arabi dissero no, [01:23] perché persino quello era troppo, [01:26] persino quel grado di autodeterminazione [01:28] per gli ebrei era troppo, perché l'idea [01:32] che gli ebrei fossero uguali e sovrani, [01:34] quello era il problema per gli arabi. [01:37] Perché avete parlato della norma nel [01:39] mondo arabo. Sì, ebrei e cristiani [01:42] potevano vivere in armonia, purché [01:44] conoscessero e accettassero il loro [01:46] posto subordinato. E quando osavano [01:49] immaginarsi uguali, a testa alta, [01:52] sovrani, padroni del proprio destino, [01:55] proprio allora nasceva il problema. Non [01:58] appena gli ebrei osavano immaginarsi [02:01] uguali, seguiva la violenza e infatti le [02:04] milizie arabe palestinesi attaccarono. [02:08] Poi nel maggio 1948 [02:11] invasero tutti gli stati arabi che ci [02:13] circondavano e anche altri più lontani. [02:17] Ed è questo l'unico motivo per cui ci [02:19] furono dei rifugiati in quella guerra. [02:21] L'unico motivo, Gada. Israele riuscì a [02:25] sopravvivere alla guerra araba del 1948 [02:28] e noi saremmo stati felici semplicemente [02:32] di vivere in pace. Ricordate, alla fine [02:35] della guerra del 1948 [02:38] la Giordania annesse la Cisgiordania e [02:41] l'Egitto amministrava Gazza. È sulla [02:44] vostra mappa. Non c'era nulla, [02:47] assolutamente nulla, che impedisse loro [02:49] di creare su quei territori un altro [02:52] stato arabo per i palestinesi. Non lo [02:54] fecero. Scelsero invece di continuare la [02:57] guerra contro Israele. Ed è così che [03:00] Israele arrivò a controllare la CIS [03:02] Giordania e Gaza. Non fu un'aggressiva [03:05] conquista di territorio. cadde dopo che [03:09] più eserciti arabi ci circondarono di [03:11] nuovo e nel maggio 1967 [03:15] annunciarono: "Va riconosciuto che [03:18] furono chiari: "Questa è la nostra [03:21] occasione Arabi per infliggere a Israele [03:24] un colpo mortale di annientamento. E [03:27] questo avveniva quando non controllavamo [03:30] ancora né la Cis Giordania né Gazza. [03:34] Israele vinse quella guerra in sei [03:36] giorni, ma anche allora offrimmo la [03:39] pace. Come osservò ironicamente il [03:42] leggendario ambasciatore Abba Eban, che [03:46] credo abbia studiato a Cambridge, ho [03:48] sentito dire che è un po' migliore. [03:50] Anch'io ho studiato lì. Quella fu la [03:53] prima guerra della storia in cui il [03:57] giorno dopo i vincitori chiedevano la [04:00] pace e gli sconfitti pretendevano la [04:03] resa incondizionata. [04:05] Vi suona familiare? E quale fu la [04:08] risposta araba e palestinese all'offerta [04:10] di pace di Israele? No alla pace con [04:13] Israele, no al riconoscimento di [04:15] Israele, no ai negoziati. Ma noi [04:18] continuavamo a sperare nella pace. Per [04:21] questo entrammo nel processo di pace di [04:23] Oslo nel 1993. [04:26] Io ero euforica. Questa è l'euforia di [04:29] un popolo che vuole la pace. E nel [04:31] settembre 2000, proprio quando molti [04:34] israeliani, me compresa, credevano [04:37] davvero che una soluzione a due stati [04:40] fosse vicina, i palestinesi lanciarono [04:42] la seconda infada che degenerò in una [04:46] brutale campagna di attentati suicidi [04:49] che fece a pezzi nel sangue più di 1000 [04:52] israeliani e ne lasciò migliaia di altri [04:55] mutilati per tutta la vita. Eppure, [04:57] nonostante tutto questo, quando nel [05:00] dicembre 2000 il presidente Bill Clinton [05:03] mise sul tavolo un accordo di pace che [05:06] avrebbe dato ai palestinesi tutta Gazza, [05:09] il 96% della CIS Giordania con scambi [05:12] territoriali equivalenti all'interno di [05:15] Israele. Nessun insediamento, se quello [05:18] era il problema. Un passaggio sicuro tra [05:21] i due territori, la maggior parte della [05:23] città vecchia, Gerusalemme est araba [05:26] come capitale e una forza internazionale [05:29] al posto delle forze difesa israeliane [05:32] in Cis Giordania, fu Israele a dire sì. [05:36] Non c'era alcuna giustificazione perché [05:39] i palestinesi non accettassero [05:41] quell'accordo, nessuna, ma i [05:43] palestinesi, guidati da Yasser Arafat, [05:47] se ne andarono, scegliendo invece di [05:49] continuare a farci saltare in aria con [05:52] attentati suicidi. Si dice che il [05:55] carattere di una persona, ciò che è [05:58] davvero, si riveli nelle scelte che [06:01] compie. Quella fu una scelta chiara. [06:03] Israele disse: "Sì, i palestinesi se ne [06:07] andarono. Alla fine questo portò, non [06:09] c'era giustificazione, scusate, a [06:12] continuare a farci saltare in aria con [06:14] attentati suicidi e furono proprio [06:17] quegli attentati suicidi a portare [06:19] infine alla costruzione della barriera [06:21] di sicurezza dei posti di blocco e dei [06:24] blocchi stradali in Cisgiordania, che [06:26] per fortuna misero fine, almeno per un [06:28] certo periodo, a quel regno di terrore [06:31] sanguinoso. Si potrebbe pensare che [06:34] avessimo capito il messaggio. Invece no. [06:37] Nel 2008 fu ancora Israele, attraverso [06:40] il primo ministro Holmert, a fare [06:43] un'altra offerta di pace, un ritiro [06:46] israeliano quasi totale dalla CIS [06:49] Giordania con scambi territoriali che [06:52] portavano la proposta quasi al 100% del [06:55] territorio. Nessun insediamento. Di [06:58] nuovo, se quello era il problema, [07:00] avrebbero potuto essere rimossi [07:02] attraverso un negoziato, un collegamento [07:05] con la striscia di Gazza, Gerusalemme [07:08] est araba come capitale della Palestina. [07:12] Israele avrebbe rinunciato alla [07:13] sovranità su tutta la città vecchia, [07:16] compreso il luogo più sacro per il [07:19] popolo ebraico, il Monte del Tempio, che [07:21] sarebbe stato posto sotto una tutela [07:23] internazionale. Ancora una volta non [07:25] c'era alcuna giustificazione perché i [07:28] palestinesi non accettassero nessuna, ma [07:31] sotto il presidente Abbas i palestinesi [07:34] si allontanarono anche da quella [07:36] proposta. Israele si ritirò perfino [07:39] completamente da Gazza, nel 2005, [07:42] smantellando tutti gli insediamenti e [07:45] permettendoci di credere che il governo [07:48] di Hamas, eletto in seguito, volesse [07:51] concentrarsi sul migliorare la vita del [07:53] proprio popolo, invece che distruggere [07:56] la nostra. Eravamo così disperati nel [07:59] volerlo credere che ignorammo tutti i [08:01] segnali d'allarme, permettendo a [08:04] numerosi abitanti di Gazza di entrare in [08:06] Israele per lavorare, studiare e [08:09] ricevere cure mediche specialistiche. Ma [08:12] tutta questa enfasi sullo sviluppo [08:14] economico e sui permessi di lavoro [08:17] faceva parte di un inganno costruito con [08:20] cura, come in seguito si vantarono i [08:23] leader di Hamas per far abbassare la [08:26] guardia agli israeliani e indurli a [08:29] credere che davvero avrebbero vissuto [08:32] tranquillamente accanto a noi, [08:34] occupandosi dei propri affari. Pensate a [08:38] che cosa significa questo vanto da parte [08:40] palestinese. [08:42] Ah! Ah! Abbiamo fatto credere agli [08:45] israeliani che ci occupassimo soltanto [08:48] dei nostri affari e del nostro popolo, [08:51] ma stavano pianificando qualcosa di [08:53] molto molto diverso. Il 7 ottobre 2023 [08:58] 3000 palestinesi addestrati e armati [09:02] invasero Israele da Gazza. Eppure [09:05] saremmo noi gli espansionisti. [09:07] Gran parte dell'intelligence su cui si [09:10] basarono proveniva proprio dai [09:11] palestinesi, ai quali avevamo permesso [09:14] di entrare in Israele con permessi di [09:17] lavoro, studio e cure mediche. [09:19] massacrarono, saccheggiarono, commisero [09:23] atti di brutalità sadica, gioiosa ed [09:25] euforica, che ancora oggi non ho il [09:28] cuore né lo stomaco per descrivere. [09:31] Presero 251 ostaggi, uomini anziani, [09:35] donne, madri, padri, bambini, neonati. E [09:39] non furono soltanto militanti [09:41] addestrati. Miglia di civili [09:44] palestinesi, i cosiddetti comuni e [09:47] innocenti, si unirono con entusiasmo [09:50] alla frenesia di violenza folle, [09:52] commettendo orribili atti di brutalità. [09:55] E quando le forze difesa israeliane [09:58] entrarono a Gazza, come dovevano fare [10:01] per assicurarsi che i palestinesi non [10:03] potessero mai più farci una cosa del [10:05] genere, trovarono un territorio [10:08] completamente militarizzato. tunnel che [10:11] correvano sotto ogni casa, moschea, [10:14] ospedale e scuola e vi sbucavano dentro [10:17] e un terreno pieno di trappole [10:20] esplosive, rendendo impossibile [10:22] combattere senza infliggere danni enormi [10:25] a Gazza. Scusate, dopo, lo prometto. E [10:29] Amas, che rimase nascosta nei tunnel e [10:32] in abiti civili, progettò tutto [10:35] esattamente così. è a queste persone che [10:38] dovete rivolgere le vostre accuse. [10:41] Questo è ciò che stavamo affrontando. [10:43] Quindi non osate guardarci e sostenere [10:46] che Israele non abbia mai veramente [10:49] voluto la pace con la Palestina. Semmai [10:52] forse l'abbiamo voluta troppo. Abbiamo [10:54] fatto un'offerta dopo l'altra dopo. [10:58] Abbiamo fatto un'offerta di pace dopo [11:00] l'altra ancora e ancora. Abbiamo [11:02] assorbito un'aggressione senza fine, ma [11:05] non ci lasceremo annientare per [11:07] convincervi che vogliamo la pace e di [11:09] certo non accetteremo la pace a [11:12] qualsiasi condizione. Alcuni di voi [11:14] chiedono una soluzione a uno stato e [11:17] fingono che due popoli legati alla [11:19] stessa terra, ma con religioni, valori, [11:22] culture, lingue e storie diverse, che [11:25] non hanno mai vissuto in pace, possano [11:28] magicamente vivere in pace e armonia [11:31] soltanto perché vivono in un unico [11:33] stato. E francamente troppo spesso [11:36] questo appello a una soluzione a uno [11:38] stato non è ingenuo né delirante, non vi [11:41] accuso di questo, ma è un tentativo [11:44] calcolato con cura di privare gli ebrei [11:48] del loro diritto all'autodeterminazione, [11:51] del diritto a essere un popolo libero [11:54] nella nostra terra. Su questo non siamo [11:57] ingenui. Abbiamo una storia millenaria [11:59] di persecuzioni e sottomissione da parte [12:02] di un popolo dopo l'altro e non abbiamo [12:04] alcuna intenzione di rinunciare al [12:07] nostro unico stato per tornare a essere [12:10] alla mercè degli altri. Noi vogliamo [12:12] davvero la pace e siamo disposti ad [12:15] andare molto lontano per renderla [12:17] possibile, ma non rinunceremo al nostro [12:20] stato per ottenerla. Quindi adesso tocca [12:23] a voi palestinesi rispondere alla [12:26] domanda che per qualche ragione nessuna [12:29] università sembra discutere. Quando [12:32] avete mai voluto davvero la pace con [12:34] l'unico stato ebraico? Yeah.
La dott.ssa Einat Wilf interviene all’Oxford Union rispondendo all’affermazione secondo cui Israele “non ha mai voluto davvero la pace con i palestinesi”.
Nel suo intervento ripercorre la storia del conflitto arabo-israeliano e israelo-palestinese, dal Piano di Partizione delle Nazioni Unite del 1947 e dalla guerra del 1948, attraverso la Guerra dei Sei Giorni, il processo di pace di Oslo, le proposte di pace del 2000 e del 2008, il ritiro israeliano da Gaza e gli eventi del 7 ottobre 2023.
Wilf sostiene che la questione centrale non sia soltanto se Israele fosse disposto a fare concessioni territoriali per la pace, ma anche se la leadership palestinese fosse disposta ad accettare uno Stato ebraico sovrano come parte permanente e legittima del Medio Oriente.
Questa versione in lingua italiana è stata realizzata utilizzando strumenti di intelligenza artificiale per il doppiaggio e l’adattamento della voce, con il permesso e l’approvazione della dott.ssa Einat Wilf. Il contenuto dell’intervento non è stato modificato e la traduzione mira a mantenere il più fedelmente possibile il significato dell’originale.
Questa versione italiana è stata creata utilizzando strumenti di intelligenza artificiale, inclusa la riproduzione sintetica della voce, con il permesso e l’approvazione della dott.ssa Einat Wilf.
English:
Dr. Einat Wilf speaks at the Oxford Union in response to the claim that Israel “never truly wanted peace with the Palestinians.”
In this speech, she traces the history of the Arab-Israeli and Israeli-Palestinian conflict from the 1947 UN Partition Plan and the 1948 war, through the Six-Day War, the Oslo peace process, the peace proposals of 2000 and 2008, Israel’s withdrawal from Gaza, and the events of October 7, 2023.
Wilf argues that the central question is not only whether Israel was willing to make territorial compromises for peace, but whether the Palestinian leadership was willing to accept a sovereign Jewish state as a permanent and legitimate part of the Middle East.
This Italian-language version was created using AI tools for dubbing and voice adaptation, with the permission and approval of Dr. Einat Wilf. The substance of the speech has not been altered, and the translation is intended to remain as faithful as possible to the original.
This Italian-language dub was created using artificial intelligence, including synthetic voice reproduction, with the permission and approval of Dr. Einat Wilf.